I Fantasmi e la Morte

I Fantasmi e la Morte

Nascita-Vita-Morte-Rinascita.
Questo dovrebbe essere il ciclo della vita ma, a volte, qualcosa non funziona come dovrebbe e, anziché avvenire la “Rinascita”, lo spirito rimane su questa dimensione senza l’involucro materiale, ossia il corpo. In genere accade perché la persona defunta ha lasciato qualcosa in sospeso prima di morire, ha subito una morte violenta o perché non ricorda di essere morto. I motivi sono molteplici.

Nel caso uno spirito non sa di essere morto, e qui mi ricorda il film “Il Sesto Senso”, si trova a vagare tra di noi senza un corpo materiale. In alcuni casi continua a fare la stessa cosa che ha fatto prima di morire, senza sosta o pausa.
Lo spirito di un defunto può vedere le persone ancora in vita che gli camminano accanto, ma nessuno è in grado di sentirlo o di vederlo. Immaginate la sua solitudine. Se sa di essere un defunto, alla lunga, potrebbe iniziare a desiderare di avere nuovamente un corpo per interagire ancora con le persone. Alla fine potrebbe cercare di farlo realmente e così si ottiene la classica “Possessione Demoniaca“. Per incutere timore non è difficile sentire le parole “Sono un Demone”, e per questo si incolpano di norma loro. I movimenti strani e innaturali sono dovuti al fatto che lo spirito non è più abituato ad usare un corpo umano ma tenta di farlo.

E qui voglio aprire una piccola parentesi. I fantomatici esorcisti, ad esempio Padre Amorth, in questi casi compiono solo delle torture! Per togliere lo spirito dal corpo si dovrebbe iniziare a parlarci, fargli capire che può passare oltre e ricominciare. Che la sua vita l’ha già vissuta. Se così non si ottengono risultati esistono rituali che non comportano la tortura fisica per la persona che portano a depossessare la vittima. Bisogna però anche distinguere una possessione da una malattia mentale, che gli esorcisti non se ne curano minimamente.

Si sentono, spesso, storie di fantasmi che infestano case e luoghi. Che muovono gli oggetti e hanno altre interazioni con il mondo fisico. Questo può accadere quando sono particolarmente arrabbiati o tristi. Il che è anche dovuto dalla disperazione di non essere ne visti e ne sentiti. Questi loro sentimenti forniscono loro un’enorme quantità di energia che usano, a volte involontariamente, per manifestarsi. Una persona nel momento in cui muore non ha energia, quindi gli risulta pressoché impossibile manifestarsi in qualche modo, a meno che, come appena detto, non abbia un qualche forte sentimento o non sia aiutato da qualcuno. Per esempio una seduta con la tavola Ouija o l’utilizzo del pendolo. E’ inoltre utile inviar loro energia tramite offerte o durante la meditazione.

Possono diventare anche vere e proprie larve: prelevare energia dalle persone ancora in vita, causar loro sentimenti forti come rabbia, odio o depressione e nutrirsi da essi. Non sono rari i casi in cui questi spiriti portano la vittima vicina al suicidio. Inizialmente si potrebbero sentire sensazioni come spossatezza, sogni inquieti, tristezza immotivata. E’ sempre utile fare regolarmente una pulizia della casa e della persona o un rituale di bando, nell’eventualità in cui lo spirito stia diventando ingestibile.

Per esperienza personale so che la loro aura è tremendamente gelida e pesante, a volte possono sentirsi smarriti. Una volta mi è capitato che il fantasma sapesse esattamente dov’era prima di morire e cosa stava facendo ma, per qualche motivo, si è trovato lì dove in quel momento stava e non era in grado di capire. Potevo sentire tutta la solitudine che soffriva e il suo smarrimento. Non sapeva di essere morto.

Un’ulteriore considerazione mi sento di fare per quanto riguardano le anime delle streghe, dei maghi e chi comunque pratica la magia. Loro, dopo esser deceduti, anziché trovarsi dall’altra parte privi di energie, avranno a disposizione le energie degli sforzi che avevano compiuto quand’erano in vita. Meditare quotidianamente è una pratica che aumenta la riserva energetica delle persone, ancor più se si potenziano i chakra e si sviluppano tutte quelle qualità che altrimenti sarebbero inaccessibili.
Una volta morti sono in grado di interagire con il mondo materiale spostando gli oggetti e compiendo azioni simili. Su questo qualcuno di voi gioirà: pensate a chi vi ha causato dei torti mentre eravate in vita. Quando sarà il momento li potrete spaventare ribaltandogli casa!

Ma allora, cosa succede quando si muore?

Lo spirito lascia il corpo e per tre giorni è destinato a rimanere su questa dimensione fino a che, se ci riesce, passa dall’altra parte. Al termine di questi tre giorni arriva uno spirito Psicopompo, ossia incaricato di accompagnare l’anima dall’altra parte, e lo accompagna dove deve andare. Ci sono però alcune persone che sono una sorta di “passaggio” in grado di aiutare questi spiriti a passare dall’altra parte ma sono davvero rari. I fantasmi sono in grado di sentirle questi “passaggi” e grazie a loro gli è possibile uscire da questa dimensione anche se i tre giorni sono terminati. Una volta di là possono decidere se reincarnarsi, e quindi seguire l’oscurità, o entrare nell’Uno, la luce. Ossia la fonte da tutti noi proveniamo. Farlo, però significa morire davvero, estinguersi per sempre.

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