Archivi categoria: Antichità

Il castello di Azzurrina, la recensione brutale di un’Esoterista

Il castello di Azzurrina, la recensione brutale di un’Esoterista

Il castello di Montebello, a Rimini, è anche conosciuto come “Il Castello di Azzurrina“: il fantasma che si sostiene vi abiti.

Avrei forse potuto non visitarlo?
No.

La sua leggenda narra di una bimba di nome Guendalina che, poiché nata bionda -albina-, hanno deciso di porre rimedio dal momento che avrebbe rischiato di attirare l’attenzione della chiesa. I capelli così bizzarri le prometteravo una fine terribile. La madre pensò quindi di tingerle i capelli, ottenendo solo dei capelli azzurro-verdi. Da qui, Azzurrina.
Decido di tralasciare ulteriori dettagli perché, se siete qui, significa che probabilmente la storia già la conoscete. E, se non la conoscete, non sarà necessaria per questo articolo.

Non so ben dire come la bambina sia morta poiché ho visitato questo castello due volte, e tra una e l’altra la versione in cui la guida raccontava della sua morte ci sono state differenze sostanziali.

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Il corvo – Therian, Totem, Canti, Preghiere e Mitologia

Il corvo – Therian, Totem, Canti, Preghiere e Mitologia

Emisfero settentrionale: 22 settembre – 22 ottobre
Emisfero australe: 21 marzo – 17 aprile
Direzione: Ovest
Elemento: Aria
Pietra: Azzurrite
Chakra: 6° chakra e terzo occhio
Parole chiave: Conoscenza, magia, cambiamento, creazione, rinascita, presagi, vita senza la paura, messaggero, ricostruire, rinnovo, riflessione, divinazione, eloquenza, humor.


Therian Corvo

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Litha – 21 e 22 giugno

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21-22 giugno, Litha

Questo è il solstizio d’estate, il giorno più lungo dell’anno, e quindi il più luminoso. Rappresenta il frutto dei propri sforzi divenuto maturo e quindi colto.
In antichità, durante questa giornata, era la giornata del raccolto, dove si poteva vedere se l’anno era stato fruttuoso e ben lavorato.
Come a Samahin, il velo tra questa e l’altra dimensione si assottiglia e per le evocazioni è un buon momento. Continua a leggere Litha – 21 e 22 giugno

Le Rune

Le Rune

Le rune, originarie degli antichi celti e antecedenti il 200 A.C, non venivano usate solo come scrittura ma, bensì, anche come divinazione. Ognuna di loro ha un proprio significato e interpretazione. Originariamente, secondo la tradizione Norrena, Odino s’impiccò ad un albero con una lancia conficcata nel fianco perché non si dava pace pensando al fatto che non era in grado di trovare qualche nuova saggezza da regalare agli umani. Dal momento che lui era immortale non morì, e rimase lì appeso per svariati giorni. Il sangue colava di continuo a terra e fu il nono giorno che notò come il sangue era scivolato a terra, formando dei simboli. Sembravano avere un senso e ne fu attratto. Tutti questi simboli li donò agli umani, e insegnò loro la scrittura. Continua a leggere Le Rune

I lamenti di Sumer

Tutta la storia di Sumer, miti compresi, fu scritta in alcune tavolette incise in scrittura cuneiforme. Quando Sumer arrivò alla fine della sua era vennero scritte le ultime tavolette, una per ogni città, con dei nomi particolari:

-Il Lamento per Sumer e Ur

-Il Lamento per Nippur

-Il Lamento per Eridu

-Il Lamento per Uruk

Gli Déi, –Annunnaki-, in quegli scritti vennero descritti proprio come uccelli che salgono in cielo e volano via. Raccontano di palle di fuoco che scendono dal cielo, che distruggono tutto.

Le persone muoiono una ad una, mentre supplicano i loro Déi di far placcare quella tremenda vicenda. Ma gli Déi non possono che guardare impotenti, alcuni in lacrime perché non possono fermare quella distruzione. Enki e Ninhursag sono coloro che più sono dispiaciuti osservando la scena, poiché furono loro due a creare la specie umana. E loro due coloro che la presero più a cuore.

I Lamenti sono quattro, e uno più tremendo dell’altro. Continua a leggere I lamenti di Sumer