I ladri della cultura Egizia

I ladri della cultura Egizia

Chi sono quei ladri che hanno rubato tradizioni, usanze e culture di innumerevoli popoli? I Cristiani! Qui andremo a vedere alcune cose che i Cristiani hanno rubato all’antico Egitto.

La dea Egizia Maat rappresentava la giustizia e l’ordine cosmico. Quando una persona moriva si effettuava la pesatura dell’anima che era sorvegliata da Toth che, come cancelliere, registrava l’esito. Da Anubi il cuore del defunto veniva pesato su una bilancia (simbolo di Maat) e, come contrappeso, la piuma della suddetta dea. Tutto questo mentre il defunto confessava i suoi reati. Se il cuore fosse stato più pesante della piuma sarebbe risultato un “peccatore”, un uomo che ha trasgredito le leggi di Maat, e la dea Ammit l’avrebbe ingoiato. Nel caso fosse stato giudicato non colpevole Osiride l’avrebbe ammesso nei Campi dei Giunchi -chiamati Sekhet-iaru. I quali mi ricordano i Campi Elisi della mitologia Greca e Romana.

Io sono il Signore Dio tuo:

1. Non avrai altro Dio fuori di me.

2. Non nominare il nome di Dio invano.

3. Ricordati di santificare le feste.

4. Onora il padre e la madre.

5. Non uccidere.

6. Non commettere atti impuri.

7. Non rubare.

8. Non dire falsa testimonianza.

9. Non desiderare la donna d’altri.

10. Non desiderare la roba d’altri.

Il libro Egiziano dei Morti era un papiro su cui gli Egizi vi scrivevano formule magiche e pratiche per imbalsamare il corpo del defunto e accompagnarlo nell’aldilà; veniva utilizzato già dal 2700 A.C. e vi erano anche scritte le frasi, le leggi, che il defunto doveva recitare durante la pesatura dell’anima. Queste sono davvero molto simili ai dieci comandamenti Cristiani usati nei secoli a venire. Nella Bibbia, il periodo di Mosè risale al 1300 A.C., quindi, come è facilmente notabile, il libro dei Morti era già esistente a quel tempo.

Per cui, chi ha rubato cosa?

Mosè fu cresciuto alla corte del Faraone, come dice la Bibbia Stessa.

1-6: “Gli anni della vita di Mosè si possono suddividere in tre periodi di quaranta anni: i primi quaranta che egli trascorse come principe nella corte di Faraone, il secondo come pastore a Madian, il terzo come re in Jeshurun.”

Mosè era cresciuto anche con gli stessi privilegi del Faraone, per cui gli era stato insegnato a leggere i geroglifici, arte destinata solo ai reali e non alla plebe. Per cui, il libro dei Morti era per lui accessibile in ogni momento, non gli è stato così difficile mettere insieme i dieci comandamenti e poi divulgarli agli Ebrei, ignoranti perché non sapevano leggere e non erano a conoscenza delle leggi di Maat.

Non uccidere e non permettere che nessuno lo faccia.

Non commettere adulterio.

Non essere collerico.

Non causare terrore.

Non assalire e non provocare dolore al prossimo.

Non sfruttare il prossimo.

Non fare danni che possano provocare dolore all’uomo o agli animali.

Non causare spargimento di lacrime.

Rispetta il prossimo.

Non rubare ciò che non ti appartiene.

Non prendere più cibo di quanto te ne spetti.

Non danneggiare la natura.

Non privare nessuno di ciò che ama.

Non dire falsa testimonianza.

Non mentire per far del male ad altri.

Non imporre le tue idee agli altri.

Non agire per fare del male.

Non parlare delle cose altrui.

Non ascoltare di nascosto.

Non ignorare la verità e la giustizia.

Non giudicare male gli altri senza conoscerli.

Rispetta i luoghi sacri.

Rispetta e aiuta chi soffre.

Non arrabbiarti senza valide ragioni.

Non ostacolare il flusso dell’acqua.

Non sprecare l’acqua.

Non inquinare la Terra.

Non nominare Dio in vano.

Non disprezzare le credenze altrui.

Non approfittare della fede altrui per fare del male.

Non pregare né troppo né troppo poco gli dèi.

Non approfittare dei beni del vicino.

Rispetta i defunti.

Rispetta i giorni sacri anche se non credi.

Non rubare le offerte fatte agli dèi utilizzandole per te stesso.

Non disprezzare i riti sacri.

Non uccidere i sacri animali senza una ragione seria.

Non agire con insolenza.

Non agire con arroganza.

Non vantarti delle tue condizioni migliori di fronte ad altri.

Rispetta i tuoi doveri.

Rispetta la legge e non abusarne.

L

A

 

L

E

G

G

E

G

E

 

D

I

 

M

A

A

T

 

I dieci comandamenti non è di certo l’unica cosa rubata alla cultura Egizia. Anche la figura di Iside fu vittima di “frode”.

Nut, la dea del cielo e Geb, il dio della terra, generarono Iside, Osiride, Nefti e Seth. Iside è la Dea dell’amore, conosciuta con tanti nomi nella storia, i quali li potete vedere nello schema qui in basso.

Egizi Ashet Iside Aset Isis
Sumeri Ianna
Fenici Astaroth Tanit-Ashtart
Assiri e Accadi Asherah Ashtoreth Ashtart Astoreth
Cannanti Astarte
Babilonesi Ishtar

Lo Yoga Jnana –lettura Inana, significa “Percorso della conoscenza”. La parte del nome “Ashta” e le sue rispettive varianti derivano dal Sanscrito, che è una delle lingue più antiche, e il significato è “Otto”. Da notare anche come questo numero è possibile girarlo su un lato per ottenere il simbolo dell’infinito e della conoscenza.

Anche il “Percorso della conoscenza” è composto dalla nascita, vita, morte e rinascita perché la conoscenza non si ottiene in una sola vita.


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